lunedì 5 aprile 2010

Mussolini contro Pio XI


Le frasi finali del discorso che Mussolini nel settembre del 1938 tenne a Trieste sono con molta probabilità anch'esse rivolte contro Pio XI.

Dopo essersi pronunciato in lungo e in largo sulla necessità dei "provvedimenti per la difesa della razza", termina il suo discorso con le seguenti parole:

« ... nei loro confronti una politica di separazione - a meno che i Semiti d'oltrefrontiera e quelli dell'interno, e soprattutto i loro improvvisati e inattesi amici che da troppe cattedre li difendono, non ci costringano a mutare radicalmente cammino.»

In questo video che mostra la sfilata di Mussolini per le strade di Trieste si può ascoltare il discorso, circa al minuto 3:00 il passaggio sopracitato.

A queste sue parole contro i difensori degli ebrei non vi furono soltanto le acclamazioni della folla come si sentono nel video.

«Lo stesso Mussolini, nel discorso di Trieste del settembre del '38, accusò il Papa di difendere gli ebrei [...] e minacciò provvedimenti più severi a loro danno se i cattolici avessero insistito. Ciononostante, in quei giorni quasi tutti i vescovi italiani tennero omelie contrarie al regime e al razzismo. Tuttavia fu Mons. Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, che fermò Mussolini sulle porte della Cattedrale di S. Giusto e minacciò il duce di non farlo entrare in chiesa se non avesse ritrattato le accuse contro il Papa.
Inoltre fu proprio Mons. Antonio Santin l'unico vescovo italiano che ebbe il coraggio di andare a protestare personalmente da Mussolini a Palazzo Venezia, ricordandogli l'ingiustizia delle leggi razziali e che, contrariamente alla leggenda, c'erano Ebrei anche molto poveri. Solo successivamente il vescovo informò Pio XI di quanto aveva fatto e ottenne la sua approvazione.»
("Papa Pio XI - Il rapporto con gli ebei")

Si vede da questo esempio dunque quale peso e autorità avevano le parole del papa (quasi tutti i vescovi italiani tennero omelie contro il regime e il razzismo). Assieme al ... espresso da Mussolini "a meno che ... non ci costringano a mutare radicalmente cammino", ci si può chiedere:
E' dunque non da escludere (e personalmente ne sono convinta) che, se la Chiesa (cattolica) si sarebbe unanimamente schierata contro i regimi totalitari e la loro politica razzista, non soltanto Mussolini, ma anche il suo amico d'oltralpe sarebbero stati costretti a "cambiare radicalmente cammino" - e chi sa dire quale svolta avrebbe allora preso la storia?

Le parole "che da troppe cattedre li difendono" non si possono d'altronde applicare alla Chiesa nel suo insieme. Molti alti prelati della stessa curia romana per esempio non si possono certo rinnoverare fra i difensori degli ebrei, anzi. La maggioranza (?) fra di loro era infatti troppo impegnata a difendere non gli ebrei, bensì le leggi razziali. - indaffarata -

Anche le parole "i loro improvvisati e inattesi amici" dimostrano che ciò non corrispondeva affatto al solito stile della Chiesa; non si era abituati ad una difesa degli ebrei da parte della Chiesa - ne dalle cattedre ne dagli scritti, al contrario.

Delle "battaglie" tra Pio XI e Mussolini ne sò ancora molto poco - mi sono però di recente imbattuta in questo passaggio:
«Una nota di Pacelli del 16 marzo 1938 ci informa che Pio XI era rimasto molto soddisfatto dalle notizie recategli dal padre Tacchi Venturi [...] in merito agli interventi di Mussolini "contro la continuazione della politica di persecuzione religiosa in Germania".»
Sembra dunque non essere un capitolo molto semplice e "rettilineo" ...

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